Scrittore, umorista, disegnatore satirico, Giovannino Guareschi è l’unico giornalista dell’Italia repubblicana che sia stato messo in carcere per le sue idee. È stato uno degli autori più letti nel secolo scorso. I film tratti dai suoi libri, Don Camillo e l’onorevole Peppone, con Fernandel e Gino Cervi, tuttora spiccano nei palinsesti tv. Il suo nome evoca un anticonformismo fresco e ruspante che graffierebbe anche oggi. Il 30 agosto di quest’anno, presso il museo Guareschi curato dal figlio Alberto, riceverò il Premio Giovannino Guareschi 2025. Ne sono onorato. È un premio per la letteratura umoristica che nelle edizioni passate è stato dato a personaggi come Camilleri, Francesco Guccini e Bruno Gambarotta. Per me è molto di più di un riconoscimento. È un bel capitolo di una storia cominciata tanti anni fa, quando ho conosciuto Carletto Manzoni e Vittorio Metz e ho cominciato a scrivere e disegnare, pensando al Bertoldo e al Candido di Guareschi, copiando da Hara Kiri e Charlie Hebdo, e da autori come Quino e Mordillo, che poi sono diventati cari amici. Da quegli anni la Terra ha fatto parecchie rivoluzioni attorno al Sole e dentro la mia testa, ma certe tensioni e certe passioni sono le stesse. Trovo straordinario poterlo raccontare in Casa Guareschi. A presto. E tanti #Lampidigenio a tutti.
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Il Premio Giovannino Guareschi si tiene in occasione del World Humor Awards e qui trovate la motivazione. Premio Giovannino Guareschi 2025
Ringrazio chi mi ha pensato.
Particolare della consegna del Premio, consegnato da Alberto Guareschi e benedetto da Don Camillo-Fernandel.
Sotto l’Archivio Storico Guareschi, curato dal figlio Alberto.
Tra le sorprese disegni originali di Saul Steinberg e quelli dei promettenti Oreste del Buono e Italo Calvino,
finiti nel “cestino” del Bertoldo. Le foto sono di Claudio Varetto.


